lunedì 2 dicembre 2013

El Cinesin chiude


Mi dicono dalla regia che El Cinesi chiude.
Ci sono rimasta molto male.
El Cinesin che chiude è una di quelle cose che non immagineresti mai... ma che poi accadono, come ad esempio il divorzio di Al Bano e Romina Power oppure la morte di chissà che attore o personaggio pubblico tipo la Rita Levi Montalcini.
Io ho sempre abitato al Ponte dei Nori e la mia cartoleria era La Bertilla, quella c'è alla fine di Viale Regina Margherita.
Dopo di lei, quando sono andata alle medie, sono passata a comprare i libri dalla Ita Bevilacqua e adoravo andarli a ritirare in quella stanzetta fatta solo di scaffali di libri alti non so quanto.
Già che c'ero, tante volte andavo a fare incetta di penne dal Cinesin... tanto ero a due passi.
Non appena dentro si veniva assaliti da quel perfetto odore formato da carta stampata, matite a cui fare la punta e strumenti per il disegno tecnico.
Tutto sapeva di scuola lì dentro e mi regalava quella sensazione nostalgica che non saprei descrivere.
A scuola appena finita, a Giugno, andavo dal Cinesin alla prima occasione utile ... ovvero il primo venerdì di mercato libero dalla scuola.
Tra una vasca e l'altra mi fermavo lì per comprarmi la Smemo... che poi andava via come il pane e se non la compravi a giugno eri finito e ti toccava andare al liceo col diario coi gattini. Sia mai!
El Cinesin era una certezza.
Ho vissuto per pochi anni la presenza del vero "Cinesin", col suo grembiule nero e la sua competenza assoluta da saperti dire a occhi chiusi dove fossero le matite HB e dove quelle 2B.
Ho vissuto con intensità, invece, tutti quei giorni di dicembre in cui, anno dopo anno, andavo lì per chiedere se fosse pronto il calendario del CAI.
Ne compravo sempre due copie: una per me e una per mio fratello Davide.
Noi Malfiori (di stirpe Perin, però) siamo sempre stati dei grandi girovaghi e uno dei segnali di eterno incontro tra noi e Valdagno era aver appeso in casa quel benedetto calendario, ovunque noi fossimo.
Quando mi sono trasferita in Svizzera, ci pensava mia madre (la Bruna) a recuperare il calendario e spedirmelo. Per me era una certezza da osservare ogni mattina per ricordarmi chi fossi e da dove venissimi.
Sapere che El Cinesi chiude mi fa un po' male, anche se non vivo più lì a Valdagno.
Perchè se ne va un pezzo di storia del centro della città e un punto saldo per tutti noi.
Ho deciso che mi disegnerò una piantina con i negozi del centro e metterò un appunto tutte le volte che qualcosa cambierà.

Allora ciao Cinesin, fa buon viaggio e saluta la Rosy (che vendeva reggiseni in Piazza Roma), Silvello, il Disco D'Oro, la Ita Bevilacqua e tutti quelli che ormai sono relegati nel magico mondo dei ricordi.

7 commenti:

  1. Condivido il tuo pensiero... Quando ho visto i cartelli che annunciavano la chiusura, mi si è chiuso il cuore. Pezzi di passato che se ne vanno: dobbiamo tenerci cari i ricordi!

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  2. Purtroppo ci restano solo i ricordi...

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  3. Da un lato il cambiamento è necessario, non si può restare immobili. Da un un altro lato ogni cosa che cambia lascia una scia di ricordi dentro di noi.
    Vorrei che tutto cambiasse senza cambiare nulla, anche se è un ossimoro dire così.
    Purtroppo credo che el cinesin chiuda perché il negozio non rende più e non da più da vivere a chi ci lavora.
    La Ita Bevilacqua ha venduto per raggiunti limiti di età, come è giusto che sia dopo una vita di lavoro, ed è ancora aperta, anche se si è spostata a qualche decina di metri dalla sede storica, almeno credo che la licenza commerciale della libreria sia quella che in origine era della Ita.
    I tempi cambiano, dobbiamo accettarlo, e il cambiamento non è detto sia in meglio.

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  4. Gran bel commento Maurizio.
    Possiamo ritenerci fortunati ad aver avuto la possibilità di tastare con mano un'attività come quella del Cinesin.

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  5. Ciao Giovy,
    volevo correggerti sul nome del negozio disco d'oro. Si chiamava disco giallo, dove si potevano comperare le tute per fare agiustaggio all'itisvem.
    Dobbiamo poi ricordare Cosmo, ora trasferito in via 4novembre, mitico bar da "signore", e non so se ti ricordi la capelleria Pietropan in piazza Roma con vicino il mtico "moretto" ferramenta.
    Paolo Grendele ( marito di Marta)

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    1. Ciao Paolo e Ciao Marta,

      grazie mille per la correzione e per il ricordo di Cosmo.
      Mia nonna mi ci portava sempre quando di trovava con le amiche!

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    2. Non c'è di che.
      Auguri di buone feste.
      P.S. ti ricordi del mitico Bocchese?

      Paolo

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